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La biografia serve a dare un giusto riconoscimento a molti che non riescono ad averlo, rimanendo nell’ombra o peggio nell’anonimato, senza per questo dover costruire una mitizzazione degli eroi, ma riportando, evidenziando le opere, i pensieri, le azioni, i vizi, le virtù, i successi e le cadute con rigore storico e con un’indagine rigorosa degli avvenimenti, solo così si potranno conoscere, si ameranno si porrà l’attenzione sui personaggi.
La biografia è allora la descrizione di una vita, il profilo cronologico fatto dal vissuto e queste sono tutte diverse come lo sono gli uomini, gli animali, gli alberi e i fiori e ognuna al lettore produce l’apertura di nuovi spazi.
La biografia ha una propria autonomia, un suo proprio statuto, non deve diventare una storia generale, ma restare una storia umana individuale che entra nella storia senza diventare un’interpretazione, ma un’operazione di verità anche rispetto ai rapporti umani per non dimenticare le identità.
La biografia è stata considerata una forma di letteratura secondaria, sono le pagine che si tralasciano dai libri, che s’iniziano a leggere solo per curiosità, ma se letti diventano passione, perché si rivedono le esperienze delle persone.
Le biografie sono operazioni di verità che servono per imparare dalla vita degli altri, esse conservano il passato come una foto e nel passato che è scritto il nostro futuro. E dovrebbero riguardare tutti, non solo personaggi scelti in base all’idea politica o all’importanza storica o alla popolarità acquisita, perché ci sono personaggi singolari, in tutti gli ambiti, anche se poco noti.
Tutti dovrebbero comporre una propria autobiografia per non dimenticare i propri pensieri, le posizioni culturali, le ideologie professate e trasmetterle ai propri figli, perché tutto tramanda qualcosa.
In questo simposio si rileva tra l’altro la necessità di un approfondimento di studi e ricerche verso le biografie di personaggi vari del nostro recente passato, perché rappresentano elemento indispensabile per uno sviluppo finalizzato al mantenimento delle eccellenze e che, insieme alle altre risorse del territorio, possono essere valorizzati al meglio ed essere altresì parte propulsiva dello stesso.
Inoltre è corretto evidenziare che con questo convegno effettuato in una scuola, con la presenza di numerosi studenti e di un attento pubblico, non solo per ricordare, ma per confermare l’interesse per un progetto di crescita, per una coerente politica di ritorno in campo storico-letterario. Sentire dalla voce dei relatori cognomi di personaggi che nel passato hanno lasciato tracce che, nel bene e nel male, ci portano al nostro futuro, ci avvicinano alla Storia e credo che ce la fanno pure amare, sopperendo alla metodologia scolastica dove non s’insegna la presenza di “personaggi minori”, quando invece bisogna anche esortare chi è titolare di pubblici poteri, culturali e politici che siano, a compiere il loro dovere, in una corale opera di recupero di una cultura e di una esperienza senza la quale sperare di sopravvivere sarebbe una follia.
Vito Mauro

In questo interessante e stimolante convegno nazionale – “Scrivere degli altri e di sé. La biografia tra scienza, arte e memoria”, promosso e organizzato dal professor Tommaso Romano, con la sua onestà intellettuale, con la presenza illustre di diversi scrittori e relatori si è posto l’accento sull’opportunità del simposio, e in particolare sulla necessità delle biografie, per conoscere “personaggi” cui dare la propria e giusta dignità, e utili tra l’altro per scavare in profondità lo “ieri” e capire l’“oggi”.

Un incontro per parlare di personaggi dimenticati e, di sicuro, non conosciuti ai giovani, ed evitare il rischio di una totale dispersione di figure importanti ma trascurate.

Leggendo le biografie si ha l’incontro con personaggi che hanno fatto la cultura e la storia, purché esse siano obiettive e senza omissioni evitate a convenienza.

Ogni biografia è unica e ci differenzia gli uni dagli altri, esse non devono avere limiti e vincoli tranne quelli della verità. Chi stila una biografia deve comportarsi come un notaio, senza storpiare le verità riportando le condizioni storiche, sociologiche e ambientali che incidono sul destino dell’uomo e nello stesso tempo le biografie possono offrire un quadro completo di un determinato periodo e diventano Storia.

La biografia serve a dare un giusto riconoscimento a molti che non riescono ad averlo, rimanendo nell’ombra o peggio nell’anonimato, senza per questo dover costruire una mitizzazione degli eroi, ma riportando, evidenziando le opere, i pensieri, le azioni, i vizi, le virtù, i successi e le cadute con rigore storico e con un’indagine rigorosa degli avvenimenti, solo così si potranno conoscere, si ameranno si porrà l’attenzione sui personaggi.

La biografia è allora la descrizione di una vita, il profilo cronologico fatto dal vissuto e queste sono tutte diverse come lo sono gli uomini, gli animali, gli alberi e i fiori e ognuna al lettore produce l’apertura di nuovi spazi.

La biografia ha una propria autonomia, un suo proprio statuto, non deve diventare una storia generale, ma restare una storia umana individuale che entra nella storia senza diventare un’interpretazione, ma un’operazione di verità anche rispetto ai rapporti umani per non dimenticare le identità.

La biografia è stata considerata una forma di letteratura secondaria, sono le pagine che si tralasciano dai libri, che s’iniziano a leggere solo per curiosità, ma se letti diventano passione, perché si rivedono le esperienze delle persone.

Le biografie sono operazioni di verità che servono per imparare dalla vita degli altri, esse conservano il passato come una foto e nel passato che è scritto il nostro futuro. E dovrebbero riguardare tutti, non solo personaggi scelti in base all’idea politica o all’importanza storica o alla popolarità acquisita, perché ci sono personaggi singolari, in tutti gli ambiti, anche se poco noti.

Tutti dovrebbero comporre una propria autobiografia per non dimenticare i propri pensieri, le posizioni culturali, le ideologie professate e trasmetterle ai propri figli, perché tutto tramanda qualcosa.

In questo simposio si rileva tra l’altro la necessità di un approfondimento di studi e ricerche verso le biografie di personaggi vari del nostro recente passato, perché rappresentano elemento indispensabile per uno sviluppo finalizzato al mantenimento delle eccellenze e che, insieme alle altre risorse del territorio, possono essere valorizzati al meglio ed essere altresì parte propulsiva dello stesso.

Inoltre è corretto evidenziare che con questo convegno effettuato in una scuola, con la presenza di numerosi studenti e di un attento pubblico, non solo per ricordare, ma per confermare l’interesse per un progetto di crescita, per una coerente politica di ritorno in campo storico-letterario. Sentire dalla voce dei relatori cognomi di personaggi che nel passato hanno lasciato tracce che, nel bene e nel male, ci portano al nostro futuro, ci avvicinano alla Storia e credo che ce la fanno pure amare, sopperendo alla metodologia scolastica dove non s’insegna la presenza di “personaggi minori”, quando invece bisogna anche esortare chi è titolare di pubblici poteri, culturali e politici che siano, a compiere il loro dovere, in una corale opera di recupero di una cultura e di una esperienza senza la quale sperare di sopravvivere sarebbe una follia.

Vito Mauro

Ultimo aggiornamento (Venerdì 31 Dicembre 2010 10:00)

 

Sabatino BASSO - Santo GAROFALO
“AVENDO TROVATO L’AMERICA. Scritture di viaggio tra Sicilia e Nuovo Mondo”
a cura di Santo Lombino; con un saggio di Marcello Anselmo; presentazione di Tommaso Romano
Fondazione Ignazio Buttitta, Palermo, 2010


La scrittura di sé è oggi ritenuta fondamentale per una conoscenza in diretta dell’esperienza del mondo, del contesto e del senso che la caratterizza, senza tuttavia escludere i fattori comunitari e più vastamente sociopolitici che sono propri dei testi memoriali, delle narrazioni, dei diari, delle “confessioni”, che costituiscono ormai prezioso materiale di indagine antropologica e di etnostoria, ineludibili per ricostruire e ripensare i cammini irti delle vicende dei popoli e delle dimensioni familiari e individuali.
Il viaggio, l’emigrazione, la scoperta di nuovi territori, l’incontro con l’esotico sono, assieme alla guerra ed alla prigionia, tra le tematiche più ricorrenti delle scritture autobiografiche prodotte nell’ultimo secolo, da quando l’alfabetizzazione e la scolarizzazione hanno consentito la “presa di parola” da parte di componenti degli strati popolari delle società europee, fino ad allora immersi nell’oralità e quindi poco avvezzi all’espressione letteraria di esperienze vissute, vicende dei singoli e dei gruppi e visioni del mondo.
Il volume “Avendo trovato l’America. Scritture di viaggio tra Sicilia e Nuovo mondo” raccoglie due scritti autobiografici conservati per decenni nei cassetti dei familiari. Il primo, intitolato “Partimmo come tante pecore sbalordite” risale al 1908. Si tratta del memoriale di viaggio di Sabatino Basso, singolare figura di commerciante ambulante, un “magliaro” ante litteram, nato a Secondigliano (Napoli) nel 1869 e trasferitosi in Sicilia in ragione del suo lavoro. Sposatosi a Castelvetrano con la coetanea Anna Maria La Rosa, pianifica una spedizione commerciale di gruppo per la vendita di abiti da uomo in America Meridionale. Sbarcato in Argentina con il fratellastro, un nipote ed altri collaboratori, attraversa le Ande a dorso di mulo e arriva in Cile. Da qui, in piroscafo, raggiunge Lima, quartier generale dell’impresa, su cui fa perno il lavoro di “imbonitori” in cui sono impegnati Sabatino e i suoi collaboratori. Il manoscritto ha ricevuto nel 2007 il premio “Giuseppe Bartolomei” al Premio Pieve-Banca Toscana “per il particolare contenuto...”. Un saggio sulla storia e la filosofia dei “magliari” a firma dallo studioso napoletano Marcello Anselmo, una cronologia ed alcune foto della famiglia Basso completano questa sezione del volume.
Il secondo scritto autobiografico è il diario, intitolato “Il piacere e la fortuna di visitarla”, del “viaggio alla rovescia” di Santo Garofalo, un siciliano nato a san Mauro Castelverde nel 1893 ed emigrato nel 1907 negli Stati Uniti, nella zona dei Grandi laghi. Dopo i successi conseguiti dall’azienda produttrice e importatrice di prodotti agro-alimentari costituita con i fratelli a Chicago, l’autore-protagonista decide di tornare in Italia sia per ritrovare i parenti ed i conoscenti nella sua terra di origine, sia per conoscere di persona le belle città ed i bei panorami di cui aveva sentito parlare o aveva letto in America, sia per concludere affari con imprenditori del settore come Auricchio, Berio, Locatelli. Il diario risulta un meticoloso rendiconto di quanto fatto visto ed osservato nelle varie città visitate, tra cui Roma, Napoli, Genova, Venezia, Trieste, Torino, Parigi. Sono presenti attente descrizioni dei monumenti e dei paesaggi, considerazioni sulle caratteristiche commerciali dei potenziali partner economici, l’elencazione minuziosa delle persone incontrate e delle regalie elargite, nonché osservazioni sugli alberghi ed i ristoranti più rinomati della penisola, dove Garofalo ha soggiornato spendendo complessivamente seimila dollari. Una ricca scelta di foto permette la conoscenza del diarista e delle persone che lo circondano, negli Usa ed in Sicilia.

 
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ammiratebiografiecopertinaAmmirate biografie - Incontri e profili di siciliani e non

Introduzione di Anna Maria Ruta

Edizioni Arianna - 2010, pp. 120, euro 12,00

Il testo verrà presentato a cura dell'Ottagono Letterario con introduzione di Giovanni Matta e Maurizio Bianco Venerdì 5 Novembre 2010 alle ore 17:00 presso il Liceo Classico Umberto I di Palermo in via F. Parlatore. I lettori di questo annuncio sono cordialmente invitati.

Clicca qui per consultare l'indice degli autori trattati.

Sono particolari queste brevi narrazioni in ordine alfabetico: biografie, profili, piccoli saggi, racconti? Forse insieme tutte queste cose, perché di un personaggio ripercorrono momenti di vita, azioni, opere ora con occhio critico e analitico, ora con testimonianze, citazioni e dati storici, ora con una simpatetica corrispondenza d’amorosi sensi. Ha avuto frequentazioni ampie ed eterogenee Romano, ed è stato assorbito in tante e molteplici letture, e questi profili ne svelano la curiositas culturale ed umana. I suoi personaggi li ha amati, e lo si coglie dall’accurata scelta di un lessico affettuoso, dalle prospettive da cui li guarda o li ricorda, offrendoli all’attenzione e alla conoscenza del lettore.
dalla nota introduttiva di Anna Maria Ruta
Sono particolari queste brevi narrazioni in ordine alfabetico: biografie, profili, piccoli saggi, racconti? Forse insieme tutte queste cose, perché di un personaggio ripercorrono momenti di vita, azioni, opere ora con occhio critico e analitico, ora con testimonianze, citazioni e dati storici, ora con una simpatetica corrispondenza d’amorosi sensi. Ha avuto frequentazioni ampie ed eterogenee Romano, ed è stato assorbito in tante e molteplici letture, e questi profili ne svelano la curiositas culturale ed umana. I suoi personaggi li ha amati, e lo si coglie dall’accurata scelta di un lessico affettuoso, dalle prospettive da cui li guarda o li ricorda, offrendoli all’attenzione e alla conoscenza del lettore. dalla nota introduttiva di Anna Maria Ruta

 


Ultimo aggiornamento (Martedì 02 Novembre 2010 11:08)